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Perché procrastiniamo (e perché è meglio smettere).

persona che usa smartphone sul divano

Alla base di quasi ogni “lo faccio domani” c’è paura:

paura di fallire, di soffrire, di essere rifiutati o giudicati.


Abbiamo sentito mille volte i proverbi, i nonni, i poeti, i guru:

“Carpe diem”, “Non rimandare”, “Il tempo non torna”.

Li conosciamo a memoria. Eppure restiamo fermi.

Perché nessuna frase, per quanto saggia, sostituisce l’esperienza diretta.

Dobbiamo sbagliare sulla nostra pelle.

Dobbiamo scoprire da soli che rimandare non ci protegge: ci lascia solo con più rimpianti e meno tempo.


La verità più semplice e liberatoria è questa:

Anche il fallimento più doloroso è quasi sempre meglio del non averci provato.

Chi non prova resta intrappolato nella versione “avrei potuto” di sé stesso: una prigione dorata, ma pur sempre una prigione.

La prossima volta che senti la stretta allo stomaco, dì a te stesso:

“Qualsiasi cosa accada, sarà meglio che restare fermo a guardare la vita passare.”


Non serve eliminare la paura.

Basta decidere che vale la pena agire anche con lei dentro.

Buon “oggi”, soprattutto quando fa paura. Giorgia

 
 
 

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