2 aprile – Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo
- Giorgia Pitacco
- 2 apr
- Tempo di lettura: 1 min

Quando arriva la diagnosi di autismo di un figlio, la coppia cambia per sempre. Da marito e moglie ci si ritrova soprattutto mamma e papà di un bambino che richiede energie costanti, imprevedibili e spesso totalizzanti.
Le sfide che mettono a dura prova la relazione
Le difficoltà arrivano tutte insieme: stanchezza cronica, divergenze su educazione e terapie, ruoli sbilanciati, senso di colpa e poco spazio per l’intimità.
Uno dei due spesso porta il carico maggiore della cura quotidiana, l’altro si sente escluso o schiacciato dalle responsabilità.
Le discussioni si fanno più aspre, il contatto emotivo e fisico diminuisce.
In molti casi la coppia si trasforma in un team di gestione emergenze, mentre la relazione di coppia sbiadisce.
Lo stress accumulato porta facilmente risentimento, distacco o esaurimento. Non è raro sentirsi soli anche stando insieme.
Cosa aiuta davvero le coppie?
Molte coppie resistono e, in alcuni casi, si rafforzano quando smettono di giudicarsi a vicenda, proteggono piccoli spazi solo per loro (anche solo venti minuti senza parlare di terapie), accettano che ognuno reagisce al dolore in modo diverso e chiedono aiuto esterno senza vergogna: un professionista di coppia che conosce il contesto autismo o un gruppo di genitori che capisce senza bisogno di spiegazioni.
Essere genitori di un figlio autistico mette la relazione sotto pressione fortissima.
Ma proprio questa pressione può far emergere una presenza più vera, meno superficiale.
Se oggi senti che la distanza tra te e il tuo partner sta crescendo, non aspettare. Nominate ciò che state vivendo. La vostra coppia merita cura, esattamente come vostro figlio.
Vuoi parlarne? Sono qui.
Giorgia



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